"I miei figli sono persone con una loro individualità, una loro unicità", e "quando guardo lo smartphone penso sempre che io sto dando loro un mezzo di trasporto, un'arma e come tale devo insegnare ad utilizzarla al meglio". Lo ha affermato Francesca Barra, giornalista, che a Firenze ha presentato il suo libro 'Il no che vorrei dirti' (Giunti), che affronta il tema dell'educazione dei figli e della mediazione nell'uso dei social.
"I ragazzi non hanno colpa, e la responsabilità è di chi ha smesso di educarli al bene e non ha insegnato più la differenza fra il bene e il male", ha detto Barra secondo cui nell'uso dei dispositivi digitali "gli adulti sono un pessimo modello di riferimento".
Dunque i 'no' da dire "sono delle regole che non possiamo esimerci da dare ai nostri figli - ha aggiunto la giornalista - in un patto educativo che però è una forma di amore e di grande libertà, non di costrizione, perché ancor prima di pensare alle regole, alle norme che vincolano la nostra vita, dobbiamo pensare all'effetto culturale di queste regole, di questo patto che dobbiamo stipulare con i nostri figli, per loro".
Il 'no', secondo Barra, "ha qualcosa che possono non
comprendere fino in fondo, però è proprio lì che non dobbiamo
cedere, è lì che dobbiamo mantenere il punto perché se
abdichiamo poi sarà difficilissimo far capire che tutto questo è
per il loro bene".
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