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Medio Oriente: nuovo piano Usa per la pace, Trump: 'Molto possibile un accordo'. Teheran: 'Parti della proposta inaccettabili'

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Stretto di Hormuz © ANSA/AFP

Stretto di Hormuz © ANSA/AFP

Quattordici punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. È il nuovo piano Usa inviato all'Iran. L'intesa prevede l'impegno iraniano ad una moratoria sull'arricchimento nucleare, l'ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l'apertura di Hormuz.

'Se Teheran accetta la guerra finisce, altrimenti le bombe saranno ancora più potenti', avverte Trump, per il quale l'accordo potrebbe essere firmato già entro la prossima settimana. Anche il Pakistan ottimista, ma il regime frena: 'Inaccettabili alcune clausole del piano'. Corrono le borse che credono nell'intesa, crolla il petrolio.

Rubio domani in Vaticano dopo gli attacchi di Trump al Papa. Leone insiste: 'La Chiesa deve denunciare il male e annunciare la pace'.

"Posso dire questo: per quanto riguarda il Papa, è una questione molto semplice, a prescindere dal fatto che io lo renda felice o meno, l'Iran non può possedere un'arma nucleare". Così il presidente Donald Trump alla Casa Bianca una domanda "sui suoi recenti scambi di battute" con Leone e su quale messaggio vorrebbe che il segretario di Stato Marco Rubio trasmettesse nell'incontro di domani con il pontefice. "E' sembrato dire che potessero averla, mentre io affermo che non possono, perché se ciò accadesse, il mondo intero ne rimarrebbe ostaggio, e noi non permetteremo che ciò accada. Questo è il mio unico messaggio", ha aggiunto.

L'accordo con l'Iran per chiudere in via definita la guerra all'Iran è "molto possibile" a seguito dei "colloqui molto positivi" svoltisi nell'ultimo giorno. Il presidente Usa Donald Trump, parlando alla Casa Bianca, ha detto che "abbiamo avuto colloqui molto positivi nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che possa essere raggiunto un accordo". Il tycoon ha negato che Teheran abbia rigettato la proposta Usa, rispondendo a una domanda sul tema: "Perchè mi dite che hanno rifiutato? Non lo sapete, non sapete cosa sta accadendo".

L'esercito statunitense ha annunciato di aver aperto il fuoco contro una petroliera battente bandiera iraniana che tentava di forzare il blocco dei porti iraniani imposto da Washington, al fine di "neutralizzarne il timone". "Le forze statunitensi operanti nel Golfo hanno fatto rispettare le misure di blocco neutralizzando una petroliera battente bandiera iraniana senza carico che stava tentando di dirigersi verso un porto iraniano mercoledì alle 9:00 ora di Washington", ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.

'C'è pieno coordinamento con gli Usa e il presidente Trump, non ci sono sorprese. Condividiamo obiettivi comuni, e l'obiettivo più importante è rimuovere dall'Iran tutto l'uranio arricchito e smantellare le capacità di arricchimento dell'Iran''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in apertura della riunione del gabinetto di sicurezza questa sera. ''Il Presidente Trump crede di poter raggiungere questo obiettivo, in un modo o nell'altro. Noi rimaniamo preparati per qualsiasi scenario, e questa è la mia direttiva alle nostre forze di sicurezza. Israele è più forte che mai, l'Iran e i suoi alleati sono più deboli che mai'', ha aggiunto Netanyahu, come comunicato dall'ufficio del premier in una nota

Stati Uniti e Iran più vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al dossier.

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Washington sta cercando di ottenere la "resa" di Teheran attraverso una "nuova strategia" volta a "distruggere la coesione del Paese". "Il nemico, nella sua nuova strategia, cerca, attraverso un blocco navale, pressioni economiche e manipolazione dei media, di distruggere la coesione del Paese per costringerci alla resa", ha affermato Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, in un messaggio vocale pubblicato sul suo canale Telegram ufficiale.

Donald Trump ha ipotizzato che gli Usa e l'Iran possano firmare l'accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. "È possibile, sì", ha affermato in un'intervista a Pbs.

La portaerei americana Uss Gerald Ford ha lasciato il Mediterraneo, riducendo la capacità militari degli Stati Uniti in Medio Oriente sullo sfondo della fragile tregua con l'Iran. La Ford, la più recente degli Stati Uniti, dovrebbe tornare a Norfolk, il suo porto di base in Virginia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post. L'unità più avanzata della Marina Usa è rimasta in mare per oltre dieci mesi, il più lungo dispiegamento di una portaerei statunitense dalla fine della Guerra Fredda, secondo l'Us Naval Institute.

Circa venti navi da guerra statunitensi, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss George Bush, rimangono dispiegate nella regionez, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran per un accordo di pace. Prima raggiungere il Medio Oriente, la Ford ha contribuito alle operazioni americane nei Caraibi, dove Washington ha condotto un'intensa campagna aerea contro navi sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, ha sequestrato petroliere soggette a sanzioni e, soprattutto, ha promosso il blitz che portato a inizio anno alla cattura e al trasferimento degli Usa dell'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro.

La nave è stata riassegnata al Medio Oriente dal presidente Donald Trump a metà febbraio. Mentre alla fine di marzo, ha dovuto rimediare a un incendio scoppiato nella lavanderia principale, avendo affrontato inoltre anche problemi seri con i servizi igienici, in base a quanto riportato dai media Usa, tra scarichi intasati e lunghe code ai bagni.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà colloqui con funzionari dell'amministrazione Trump per comprendere meglio gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, secondo quanto riportato dalla Cnn, che cita una fonte israeliana a conoscenza dei dettagli. Secondo quanto riportato, Netanyahu sta cercando aggiornamenti sullo stato dei negoziati e vuole capire quali siano le proposte attualmente sul tavolo. Israele è preoccupato per possibili concessioni dell'ultimo minuto da parte degli Stati Uniti, volte a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran, aggiunge il rapporto citando la fonte.

La portaerei francese, Charles-de-Gaulle, e la sua scorta, passano oggi il Canale di Suez per preposizionarsi nella regione del Golfo nel caso di avvio di una missione, promossa da Londra e Parigi, allo scopo di ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero delle Forze armate a Parigi. Per l'Eliseo, si tratta del "segnale" che la coalizione è "pronta" e "capace" di garantire la "sicurezza" nello Stretto di Hormuz.

L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una "fonte ben informata", che "la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili". Lo riporta Ynet. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una "lista dei desideri americana [e] non una realtà".

Israele non era a conoscenza del fatto che Donald Trump fosse vicino a raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine ai combattimenti e riaprire lo Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato un funzionario israeliano alla radio dell'esercito, ripreso dal Times of Israel. "Ci stavamo preparando a un'escalation", afferma il funzionario.

Il presidente Donald Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto a tutte le navi, comprese quelle iraniane, se Teheran accetterà i termini attualmente in discussione con Washington. "Supponendo che l'Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un'ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine", ha dichiarato Trump su Truth. Il presidente Usa ha però avvertito che se l'Iran non accetterà l'intesa, "inizieranno i bombardamenti", aggiungendo che l'azione militare sarà condotta "a un livello e con un'intensità molto maggiori rispetto a prima".