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Medio Oriente, la Cia: 'L'Iran può resistere 3-4 mesi al blocco navale degli Usa'. Telefonata Trump-Netanyahu - LIVEBLOG

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Gruppo d 'attacco della Marina francese attraversa il canale di Suez © ANSA/AFP

Gruppo d 'attacco della Marina francese attraversa il canale di Suez © ANSA/AFP

Secondo i media Usa, oggi l'Iran risponderà alla bozza d'intesa americana: 14 punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro per negoziati più dettagliati. Il piano prevede l'impegno
di Teheran a una moratoria sul nucleare, l'ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l'apertura di Hormuz. Alcune clausole della bozza Usa sono
"inaccettabili", secondo il regime islamico. Oggi in Vaticano l'atteso incontro tra Leone e Rubio, tra le tensioni dopo gli attacchi di Trump al papa. La Chiesa è dalla parte delle vittime della guerra, ribadisce Prevost. Gli Usa sono "un interlocutore imprescindibile della Santa sede", sottolinea Parolin. "L'Iran non può possedere un'arma nucleare": questo il messaggio che Trump dice di voler far arrivare a Leone da Rubio. Domani il segretario di Stato americano vedrà poi la Meloni. La premier oggi riceve intanto Magyar, Tusk e Dbeibeh.

Secondo un'analisi della Cia consegnata questa settimana all'amministrazione di Donald Trump, l'Iran può resistere al blocco navale americano per almeno tre o quattro mesi prima di dover affrontare difficoltà economiche più gravi.   

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha fatto sapere di aver avuto un colloquio telefonico col suo omologo pachistano Ishaq Dar. Lo ha scritto il capo della diplomazia di Teheran sul suo account Telegram, spiegando che nella conversazione entrambe le parti "hanno sottolineato l'importanza di proseguire sulla via del dialogo e della diplomazia".

Libano e Israele avranno nuovi colloqui a Washington il 14 e 15 maggio. Lo riporta la France Press citando un funzionario americano. 

Il governo di Islamabad si aspetta che un accordo tra Usa e Iran per mettere fine alla guerra in Medio Oriente sia raggiunto "prima piuttosto che dopo". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri pachistano, Tahir Andrabi, secondo i media locali.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato nella notte con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al termine della riunione del consiglio dei ministri per la Sicurezza Politica. Lo riporta Ynet.
La convocazione del consiglio dei ministri e il colloquio tra i due leader si sono svolti in un contesto di notizie di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran per un accordo che ponga fine alla guerra.

Il Dipartimento di Giustizia sta indagando su una serie di transazioni eseguite sul mercato petrolifero dalla tempistica sospetta, in quanto effettuate alla vigilia di importanti annunci da parte di Donald Trump sulla guerra in Iran. Lo riporta Abc citando alcune fonti, secondo le quali nel mirino ci sarebbero quattro operazioni che hanno consentito guadagni per 2,6 miliardi di dollari scommettendo sul ribasso dei prezzi del petrolio, avvenuto con gli annunci di Trump.

La necessità di intensificare gli sforzi a sostegno dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e delle iniziative volte a raggiungere una soluzione politica in Medio Oriente è stata sottolineata dal ministro egiziano Badr Abdelatty in un colloquio telefonico con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, secondo quanto riferisce una nota egiziana.
I due ministri - riferisce la nota - hanno parlato di relazioni bilaterali e degli ultimi sviluppi regionali.
Abdelatty ha esortato a "proseguire i negoziati e gli sforzi in corso per raggiungere un accordo tra le parti coinvolte, consolidare il cessate il fuoco, porre fine alla guerra e allentare le tensioni regionali".  

''Ieri sera abbiamo eliminato il comandante della Forza Radwan di Hezbollah, nel cuore di Beirut. Forse aveva letto sui giornali di godere di immunità a Beirut, ma non è così''. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota, in riferimento al raid in cui ieri l'Idf ha preso di mira Ahmed Ghaleb Balout, il comandante dell'unità d'élite di Hezbollah, nel quartiere Dahieh, colpendo per la prima volta la capitale libanese dall'inizio della fragile tregua con il Libano annunciata dal presidente Usa Trump. ''Si tratta del terrorista che guidava il piano per la conquista del Nord, che pensava di poter continuare a ordinare attacchi contro le nostre forze e le nostre comunità dal suo quartier generale segreto a Beirut. Ma nessun terrorista gode di immunità'', ha aggiunto Netanyahu. 

Almeno sei persone sono state uccise nella Striscia di Gaza a causa di attacchi israeliani e altre tre per ferite riportate in precedenza: lo ha dichiarato il Ministero della Salute di Gaza.
In un comunicato, il ministero ha affermato che un agente di polizia è stato ucciso in un attacco a un veicolo nella zona di Muwasi a Khan Yunis e che tre persone sono state uccise nel quartiere di Zaytoun a Gaza City. Il comunicato aggiungeva che due persone erano state uccise nel quartiere di Daraj, sempre a Gaza City, tra cui Azzam al-Hayya, figlio del leader politico di Hamas in esilio Khalil al-Hayya.
Secondo i dati del ministero, dall'inizio del cessate il fuoco a Gaza, l'11 ottobre 2025, si contano 846 morti, 2.418 feriti e 769 corpi recuperati. Dall'inizio della guerra, i morti erano 72.628 e i feriti 172.520.

Il figlio del leader di Hamas Khalil al-Hayya è morto a causa delle ferite riportate in un attacco israeliano avvenuto ieri: lo ha fatto sapere l'ospedale Al-Shifa, ripreso da Haaretz. Al-Hayya, capo dell'ufficio politico di Hamas, aveva dichiarato ad Al Jazeera che suo figlio era in condizioni critiche dopo essere rimasto gravemente ferito in un attacco israeliano nella Striscia di Gaza.

Sono in corso scambi diplomatici volti alla graduale apertura dello Stretto di Hormuz: lo riporta la televisione saudita Al Arabiya. L'emittente ha affermato che si attendono notizie riguardanti le navi bloccate nel canale nelle prossime ore. Una fonte pakistana ha riferito ad Al Arabiya che l'Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta statunitense di un accordo sul nucleare, confermando una precedente notizia della Cnn.

"Attualmente, la portaerei Charles-de-Gaulle passa il Canale di Suez ed è nel Mar Rosso. E' un preposizionamento": lo conferma la ministra delle Forze armate francesi, Alice Rufo, intervistata da BFM TV. "Fino ad ora - spiega la ministra - si trovava nel Mediterraneo orientale per una missione di rassicurazione dei nostri alleati, per dimostrare che eravamo presenti per solidarietà. Il fatto di passare il Canale di Suez e andare nel mar Rosso è un segnale molto forte della nostra disponibilità ad agire affinché la libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz possa riprendere". Barrot ha sottolineato di aver "firmato io stesso importanti sanzioni contro l'Iran", ribadendo che ritirarle ora è "fuori discussione". "A breve termine - ha aggiunto il ministro - è indispensabile che lo Stretto di Hormuz possa riaprire. Si tratta di un bene comune dell'umanità, non può rimanere bloccato, essere oggetto di pedaggio o di ricatto".

Nelle ultime ore Hezbollah ha lanciato razzi contro soldati delle Forze di difesa israeliane operanti nel Libano meridionale. Lo comunicano le stesse Idf attraverso il loro canale Telegram, aggiungendo che i razzi sono caduti in prossimità dei soldati ma che non si registrano feriti tra le fila dell'Idf. Ieri invece, un soldato è rimasto gravemente ferito e altri tre soldati hanno riportato ferite lievi a seguito dell'impatto di un drone esplosivo nel sud del Libano.

L'Organizzazione Portuale e Marittima dell'Iran (Pmo) ha emesso un avviso formale ai comandanti delle navi, dichiarando la disponibilità del Paese a fornire servizi marittimi pubblici, supporto tecnico e assistenza sanitaria e medica al traffico commerciale nel canale navigabile e nelle acque adiacenti. Lo riporta la agenzia iraniana semi-ufficiale Mehr. Il messaggio, spiega la agenzia, è stato trasmesso via radio Vhf marittima tre volte al giorno per tre giorni consecutivi, invitando i comandanti e gli armatori a richiedere rifornimenti, carburante, assistenza medica o articoli di riparazione autorizzati. La Pmo ha affermato che la misura rientra "nelle responsabilità sovrane dell'Iran in materia di sicurezza della navigazione e servizi portuali in uno dei corridoi di transito più strategici al mondo". 

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha escluso la possibilità di revocare "qualsiasi" sanzione internazionale contro l'Iran finché lo stretto di Hormuz rimarrà bloccato. "L'Iran, o almeno il regime iraniano, chiede agli Stati Uniti, in particolare, di concedere un allentamento delle sanzioni in cambio di concessioni sul suo programma nucleare, che deve essere ridimensionato. Ma è fuori discussione che vengano revocate sanzioni finché uno stretto come quello di Hormuz rimarrà bloccato", ha dichiarato Barrot all'emittente radiofonica francese Rtl.

L'Iran ha negato oggi qualsiasi coinvolgimento nell'esplosione avvenuta lunedì a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz. Teheran "respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardante il coinvolgimento delle forze armate della Repubblica islamica nell'incidente che ha causato danni a una nave coreana nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato l'ambasciata iraniana a Seul in un comunicato.

L'Iran dovrebbe rispondere alla bozza d'intesa americana oggi. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. Nelle ultime ore si è parlato di una risposta di Teheran nei prossimi due giorni o comunque prima del viaggio di Donald Trump in Cina, il 14-15 maggio.