"Molti desideri della gente sono frustrati dai violenti, sfruttati dai prepotenti e ingannati dalla ricchezza. Quando l'ingiustizia corrompe i cuori, il pane di tutti diventa possesso di pochi. Davanti a questi mali, Cristo ascolta il grido dei popoli e rinnova la nostra storia: da ogni caduta ci rialza, in ogni sofferenza ci conforta, nella missione ci incoraggia".
Lo ha detto il Papa nella messa a Saurimo, in Angola.
"Noi non siamo nati per diventare schiavi né della corruzione della carne, né di quella dell'anima. Ogni forma di oppressione, violenza, sfruttamento e menzogna nega la risurrezione di Cristo, dono supremo della nostra libertà".
Alla messa di Papa Leone XIV, le autorità locali stimano la presenza di circa 40mila fedeli, ai quali si aggiungono circa 20mila persone che partecipano alla celebrazione dalle aree immediatamente circostanti
Nell'omelia il Papa richiama i cattolici a vivere la "fede autentica" senza sostituirla con "un commercio superstizioso, nel quale Dio diventa un idolo che si cerca solo quando ci serve, finché ci serve. Persino i più bei doni del Signore, che sempre si prende cura del suo popolo, diventano allora una pretesa, un premio o un ricatto, e vengono fraintesi proprio da chi li riceve".
Leone XIV evidenzia che a volte "esistono motivi sbagliati per cercare Cristo, anzitutto quando viene considerato un santone, un guru, o un portafortuna. Anche il fine che quella folla si propone - ha detto commentando il Vangelo di oggi - è inadeguato: non cercano infatti un maestro cui volere bene, ma un leader da riverire per tornaconto". Saurimo è nella zona dell'Angola dove sono forti le credenze ancestrali.
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