"Andrò a Venezia e visiterò il Padiglione Italia" e "andrò entro maggio a rendere onore all'arte italiana e all'Italia ". Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenuto a Sky Tg24 Live in Roma.
"Non so se ci sarà Buttafuoco, magari avrà altro da fare" ha detto poi il ministro aggiungendo di aver scritto al presidente della Biennale: "Io gli ho scritto il mio dissenso rispettoso e non ho ricevuto risposta".
Secondo il ministro è stato "inopportuno portare fino Venezia" le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica in occasione della presentazione dei David di Donatello al Quirinale. A detta di Giuli, "questo è un aspetto di sgrammaticatura". Resta, ha aggiunto poi il ministro, che "la Russia putinista è presente a Venezia grazie ad un accordo fatto alle spalle del governo aggirando le sanzioni".
Il ministro: 'La Biennale si sarebbe potuta mettere al tavolo negoziale con la Russia'
"Se fin dal principio avessimo potuto conoscere i termini della questione avremmo potuto metterla al tavolo del negoziato per il cessate il fuoco e magari ottenuto qualcosa come la liberazione di bambini rapiti da russi in Ucraina. Ciò non potrà avvenire e quindi spero che tutto questo ce lo lasceremo alle spalle per tornare a parlare di arte nella splendida Venezia", ha detto ancora il ministro a Sky Tg24 Live in Roma dove a proposito dell'occasione mancata della Biennale ha aggiunto: "Si doveva parlare di arte e si sta parlando di arte di regime, della Russia putinista che è presente a Venezia dopo quattro anni per un accordo fatto alle spalle del governo. Non siamo d'accordo, ma la Biennale è autonoma"
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