"Vince chi sogna di più": dopo il clamoroso forfait di Matteo Arnaldi, fermato da un virus a poche ore dall'attesa semifinale tutta azzurra con Flavio Cobolli al Roland Garros, il tennista numero 13 al mondo ma da lunedì in top-10 si prepara alla finalissima di domani contro il tedesco Alexander Zverev. Cobolli è tornato ad allenarsi mentre Mirra Andreeva si aggiudicava l'edizione 2026 del tornei femminile, incoronata regina di Parigi da Mary Pierce. La tennista russa ha superato la 24enne polacca Maja Chwalinska in due set con il punteggio di 6-3 6-2, conquistando il primo titolo Slam della sua carriera.
Sul centrale Philippe-Chatrier, la 19enne siberiana, testa di serie numero 8 e tra le stelle emergenti del circuito, ha confermato i pronostici della vigilia imponendosi con autorità e gestendo con lucidità i momenti chiave del match. "Vincere questo torneo - ha esultato l'atleta venuta dal freddo - era tra i miei sogni più grandi. Non riesco a credere di avere questo trofeo tra le mani. Parigi avrà sempre un posto a parte nel mio cuore".
Ieri, malgrado il dispiacere per il forfait di Arnaldi nel derby d'Italia sfumato alla Porte d'Auteuil, Cobolli è tornato in campo per un'ora di allenamento sotto ai riflettori del centrale. Un modo per carburare, "provare alcune cose" e "rimanere nel torneo". Da ieri, sui media e social di Francia, impazza il video di Cobolli mentre invita a sorpresa un tifoso a palleggiare nello stadio gremito di gente. Un gesto che ha contribuito ad accrescere il suo capitale di simpatia all'ombra della Tour Eiffel. A Parigi, in tribuna, è stato visto anche il grande amico, Edoardo Bove, calciatore, con cui ha condiviso la presenza nelle giovanili della Roma. Il ventiquattrenne del Tennis Club Parioli (come Panatta) è tornato ad allenarsi anche oggi pomeriggio per circa un'ora e mezzo nello stadio Suzanne-Lenglen, in attesa della finale fissata per domani alle ore 15.
Rivalità sportiva a parte, Zverev e Cobolli hanno sviluppato un rapporto di amicizia negli ultimi anni. "È un grande giocatore e una grande persona", ha commentato il tedesco numero 3 al mondo, dicendosi "felice per Flavio: questa è la sua prima finale Slam e se la merita". Ma sulla terra rossa saranno anzitutto rivali. A 29 anni, il colosso di Amburgo cerca ancora il suo primo titolo Major dopo tre finali perse (US Open 2020, Roland Garros 2024, Australian Open 2025) e in molti ritengono che questa sia per lui l'occasione della vita. "L'unica cosa che posso controllare - dice Sasha - è il mio livello di gioco.
Cercherò di esprimere il mio miglior tennis e di fare le cose giuste". E ancora: "Quando giochi una finale Slam non è difficile affrontare un amico. Significa che entrambi avete raggiunto il punto più alto possibile del torneo. È bello condividere un momento del genere. Certo, poi in campo ognuno prova a battere l'altro".
Le ultime sei sconfitte del favorito sono arrivate tutte contro italiani. Una di queste porta la firma di Cobolli. Nell'anno in cui Roma e Parigi celebrano il 70/o anniversario del loro storico gemellaggio - sancito nel 1956 con il motto 'Solo Roma è degna di Parigi. Solo Parigi è degna di Roma' - sarà dunque un tennista capitolino a tentare l'impresa lungo le rive della Senna. L'ultimo azzurro ad aver vinto il Roland Garros, esattamente 50 anni fa, è stato Panatta, chiamato domani a consegnare la Coppa al futuro campione. "Vince chi sogna di più"; ha detto Cobolli, in un lampo di pura poesia il 30 maggio scorso, dopo la vittoria al terzo turno contro l'americano Learner Tien. E allora sogna, ragazzo sogna, continua a sognare sotto al cielo di Francia, che Roma e Parigi stanno sognando con te.
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